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LE  LENTI  DA  SOLE  NEI  BAMBINI
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LE LENTI DA SOLE NEI BAMBINI

Prof. Mario Bellizzi

Da numerose indagini ( Società Oftalmologica Italiana,Commissione Difesa Vista) risulta che il 51% della popolazione Italiana conosce i rischi provocati dall’esposizione ai raggi solari per la pelle , ma solo il 9% afferma di essere al corrente dei danni permanenti che i raggi UV possono determinare agli occhi.

Il 52% usa creme protettive per la pelle , ma solo il 5% della popolazione generale usa lenti protettive. E ciò nonostante , il 72% afferma di avvertire particolare sensibilità alla luce con fotofobia, rossore, lacrimazione.
L’occhio umano percepisce i raggi con lunghezza d’onda compresa tra i 400 e 750 nm (spettro di luce visibile dal viola al rosso) : al di là di questi valori si collocano i raggi UV (ultravioletti , al disotto dei 400 nm ) e gli Infrarossi ( al di sopra dei 750 nm).
Particolare pericolosità per l’apparato oculare rappresentano i raggi UV , compresi tra i 290/320 (UVB) e 320/400 (UVA) .
Minore è la lunghezza d’onda , maggiore è l’energia che trasmettono : più pericolosi quindi gli UVB, che però sono quasi del tutto assorbiti nella stratosfera dalle molecole di Ozono, mentre meno pericolosi, ma trasmessi nell’80%, gli UVA.

I raggi UV che colpiscono l’occhio trovano un fisiologico filtro nella cornea e nel cristallino, in modo che solo una minima parte di essi giunge alla retina , almeno in condizioni di normale esposizione , senza determinare fenomeni di foto-ossidazione e conseguente danno irreversibile . Purtroppo il rarefarsi dell’ozono , e pertanto una maggiore quantità di raggi non filtrati, e l’esposizione prolungata ad essi possono determinare condizioni tali che i raggi UV e blu/violette risultano dannosi per l’apparato oculare . Patologie oculari causate dall’esposizione prolungata alla luce solare sono rappresentate da :

  1. Cataratta,
  2. Degenerazione maculare senile (DMS),
  3. Pterigio,
  4. Carcinoma palpebrale,
  5. Cheratocongiuntivite.

Tutte queste patologie sono determinate per azione nociva dei raggi UVA e UVB , ad eccezione della Degenerazione Maculare Senile causata dalle radiazioni violette/blu.
Si è calcolato che negli USA nel 2040 ( nonostante si preveda che saranno eseguiti nel frattempo 100 milioni di interventi per Cataratta) dai 25 ai 36 milioni di persone presenteranno Cataratta e altri 15-20 milioni saranno affetti da DMS.

Come proteggersi da tali rischi?
Bisogna bloccare gli UV e le radiazioni Blu/violette con lenti assorbenti capaci di impedire loro di esercitare effetti dannosi sull’occhio . Lenti filtranti ottimali sono quelle che assorbono il 100% degli UV e almeno il 96% dei blu/violette.
Vantaggi maggiori si avranno allorché l’uso di tali lenti protettive abbia inizio in giovane età:: ciò potrebbe ritardare l’insorgenza di Cataratta o DMS, malattie tipicamente senili , di almeno 20 anni ( Young RW J.National Med. Assoc. 84).

Lenti filtranti nei bambini
L’occhio fisiologicamente si protegge dall’azione dannosa dei raggi UV e blu/violette riuscendo ad assorbirli a livello di Cornea e Cristallino ( UVA e UVB) , mentre solo una quantità minima non dannosa di radiazioni blu/violette giunge alla retina , in condizioni di non prolungata esposizione alla luce solare.
Purtroppo però abbiamo detto che condizioni atmosferiche nel tempo mutate (rarefazione dell’ozono ) e la maggiore esposizione alla luce possono rappresentare dei fattori di maggiore rischio per gli occhi.I bambini trascorrono certamente molto più tempo all’aperto rispetto agli adulti , in particolar modo nei mesi estivi quando i raggi sono più intensi.
Altro aspetto non trascurabile è che le strutture oculari dei bambini , in quanto non ancora giunte alla completa maturazione , filtrano in minore quantità i raggi UV :

a) nei neonati e sino al 1° anno , il 90% dei UVA e più del 50% UVB giungono sulla retina,
b) tra i 10 e 13 aa , non sono filtrati il 60% dei UVA e il 25% UVB,
3)dopo i 18 aa , il filtraggio fisiologico si completa.

Le condizioni sopra dette ( motivazioni climatiche , maggiore esposizione, immaturità dei filtri oculari fisiologici) fanno sì che i bambini siano più esposti degli adulti all’azione dannosa delle radiazioni , necessitando essi maggiormente dell’uso di lenti filtranti.

Le alterazioni Patologiche di più frequente riscontro nei bambini possono presentarsi

  1. a breve termine , con arrossamenti palpebrali e congiuntivali ,
  2. a lungo termine , con congiuntiviti subacute o croniche , cheratiti , lesioni retiniche .

Quali lenti usare ?
Lenti filtranti ideali sono quelle capaci di assorbire il 100% dei raggi UV e almeno il 90% dei raggi blu/violette. Tali caratteristiche devono essere chiaramente attestate e le lenti devono avere il marchio CE impresso e non applicato ( normativa 89/686/CE).
Nelle note informative delle lenti da sole , dovranno essere indicati ;

  1. la categoria del filtro ( da 0 a 4 a seconda delle condizioni di illuminazione)
  2. il tipo di filtro solare ( fotocromatico,polarizzante o degradante)
  3. la classe ottica ( da 1 a 2 , per la qualità della lente).

Il colore della lente non influisce sul potere filtrante , ma sull’abbagliamento . Possono variare da :

  1. giallo (sole coperto)
  2. blu ( per ipermetropi)
  3. rosa (effetto riposante)
  4. grigio ( effetto riposante senza alterare i colori)
  5. marrone ( per miopi)
  6. verde (per ipermetropi)

Le montature potranno essere in lega metallica o in plastica biocompatibile , senza spigoli o sporgenze , avvolgenti.

Se l’età media di sopravvivenza della popolazione è aumentata , è altrettanto vero che si vuole non solo invecchiare ma vivere bene. Per ridurre l’incidenza di Patologie dell’età adulta altamente invalidanti ( Cataratta ,DMS) , bisogna attuare sin dalla tenera età accorgimenti preventivi che possano proteggerci dagli effetti dannosi dell’irradiazione prolungata e non correttamente filtrata.

L’uso di lenti adeguate filtranti indubbiamente risponde a tale scopo , ed è pertanto consigliabile farne uso sin dalla tenera età , in considerazione anche della maggiore vulnerabilità dell’apparato oculare dei bambini ancora non giunto alla completa maturazione anatomo-fisiologica e quindi incapace di proteggersi dall’azione nociva dei raggi UV.

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