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Cheratocongiuntivite in età pediatrica: trattamento con ciclosporina collirio
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Cheratocongiuntivite in età pediatrica: trattamento con ciclosporina collirio

La cherato-congiuntivite vernal (VKC) è una malattia dell’età pediatrica con esordio intorno a 5-6 anni, una durata di 4-10 anni, ed una risoluzione spontanea nella maggioranza dei casi verso la fine della seconda decade (1,2). La VKC é considerata una patologia emergente, si calcola che in Italia vi siano circa 5000 soggetti affetti 38000 in Europa, molto impegnativa nella gestione clinica per i possibili, se pur rari, esiti permanenti a livello oculare. E’ una forma a carattere stagionale, dall’inizio della primavera fino all’ autunno, diffusa prevalentemente in regioni dal clima caldo e temperato come il Bacino del Mediterraneo, la Penisola Arabica, il Pakistan, l’ India ed alcuni Stati dell’Africa Equatoriale (1,2).

L’eziopatogenesi é ancora in gran parte sconosciuta. A sostegno di una patogenesi Th2 si ritrovano elevati livelli di linfociti con quel fenotipo nelle lacrime e nei campioni bioptici congiuntivali (3-5), Il-5 ed ECP nel secreto lacrimale (6,7). Comunque il rapporto con l’atopia e la sensibilizzazione IgE é controverso. Nella nostra, come in altre casistiche, il 50% dei soggetti non ha IgE specifiche per i comuni allergeni e dati recenti mostrano un basso livello di IgE in casistiche africane dove vi é una alta prevalenza di VKC. Pucci ha evidenziato una sensibilizzazione IgE specifica nettamente inferiore nelle forme a localizzazione limbare rispetto alle tarsali (8). Recenti indagini dimostrerebbero una ridotta attività enzimatica (istaminasi) su base genetica nei pazienti con VKC ed anche una interazione di ordine ormonale (9,10).

Una predisposizione genetica emerge da uno studio di Montan sulla popolazione di Stoccolma dove la prevalenza di VKC è 10 volte superiore nella popolazione di origine africana rispetto a quella svedese (11). Dati preliminari mostrano come in pazienti con VKC familiare è significativamente prevalente l’ aplotipo HLA-A19 e all’interno di questo l’HLA-A32 la diagnosi differenziale va fatta principalmente con la congiuntivite allergica, stagionale con sensibilizzazione a pollini e perenne con sensibilizzazione ad acari delle polveri domestiche, da ipersensibilità IgE mediata, elevati livelli sierici di IgE, spesso associazione con altre manifestazioni allergiche quali asma e rinite (12).

La sintomatologia della congiuntivite allergica è meno grave della VKC, difficilmente porta a complicanze oculari, si giova delle terapie antiallergiche generali e topiche e della profilassi ambientale. La positività dei tests cutanei e sierici, i tests di provocazione congiuntivali e la correlazione delle conte polliniche con il periodo e l’intensità dei sintomi rendono agevole la diagnosi (13).

Seguono:

SINTOMATOLOGIA
LA NOSTRA ESPERIENZA
RISULTATI
CONCLUSIONI
BIBLIOGRAFIA

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